Tradizioni24 febbraio 2017

Dragobetele o il San Valentino romeno

Il Dio dell'amore nella cultura e tradizione romena

Dragobete

Dragobete

"Il Dragobete dell’amore" è un tipico esempio della perdita dell’identità delle feste ancestrali nella realtà. Così, sotto l'impero mercantile, i romeni hanno scoperto dopo il 1989, tra altri giorni festivi occidentali, anche la famosa festa del San Valentino, giorno dell’amore, degli innamorati. Occasione, naturalmente, per i regali, il commercio, il profitto, ecc.

I puritani e, in particolare, i custodi della tradizione si sono ribellati ricordando che abbiamo anche noi un dio simile, e cioè, il Dragobete. Solo che, purtroppo, si tratta di una specie di dio dimenticato, perché raramente si trovano degli anziani che si ricordano e raccontano di "come si teneva il Dragobete".

Eppure. La tradizione dice che, tanto tempo fa, i ragazzi e le ragazze andavano nella foresta per raccogliere fiori primaverili (bucaneve, violette, fumariaceae, ecc). Di solito questo veniva fatto dai giovani "che si parlavano", cioè coloro che, con il consenso dei genitori, "erano insieme" da tanto tempo, a volte da anni.

Dalla foresta, le ragazze andavano via prima dei ragazzi, guadagnando un notevole progresso. Poi improvvisamente iniziavano a correre ed i ragazzi correvano indietro a loro. Se una ragazza era catturata dal suo ragazzo (che si faceva prendere, di proposito) allora voleva dire che nell'autunno dello stesso anno i due si sarebbero sposati.

                                        

Una sceneggiatura toccante e bella, composto da segni morali e sociali di un tempo diverso, altro, e di un diverso tipo d’amore. Il Dragobete è quindi l’incarnazione mitica dell'amore per i rumeni, così come è Cupido nella mitologia romana ed Eros nella mitologia greca. Secondo la tradizione, per Dragobete gli uccelli si cercano e trovano il loro compagno per l'anno a venire. Motivo per cui, questo giorno è chiamato anche il giorno "del fidanzamento", "l’accompagnamento degli uccelli" o "le nozze degli uccelli".

Secondo la credenza popolare, gli uccelli si riuniscono adesso in branchi, "si corteggiano", in un subbuglio indescrivibile e, fino alla fine, trovano la loro coppia. Insieme costruiscono il nido in cui cresceranno la loro prole. Secondo la stessa bella leggenda, gli uccelli che non trovano ora la loro metà rimarranno sole fino al prossimo anno.

Sempre per Dragobete, nello spazio tradizionale romeno si facevano delle altalene (scrîncioburi) nei rami degli alberi, in cui le ragazze erano messe e spinte dai ragazzi, mentre facevano le dichiarazioni  e promesse d'amore. Sempre in questo giorno, le donne anziane raccoglievano a radice di una pianta particolare chiamata Rosa di Natale, comunemente usato nella medicina popolare.

Le donne andavano nella foresta a raccogliere la neve pulita, che poi la scioglievano e la utilizzavano solo in determinati periodi dell'anno, considerando in questo modo che il loro viso sarà sempre giovane e bella.

Era sempre un giorno in cui non si lavorava. Chi avrebbe osato lavorare in questo giorno sarebbe stato punito di "ciricăie" come uccelli, un anno intero.

            

Gheorghe Sechesan

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