Tradizioni01 luglio 2019

“Moșii de vară” o gli Dei ancestrali dell’estate

Il culto dei morti durante le feste estive

Le mele estive

Le mele estive

Nella ballata ”Voicu sau călătoria fratelui mort” (Voicu od il viaggio del fratello morto) Voica, l'unica figlia della famiglia, promette ai suoi 11 fratelli, quando le è stata chiesta la mano da un uomo di un altro villaggio, che verrà "l’inverno cinque volte, perché ci siano più feste" e "l'estate tre volte, perché ci sono poche feste".

In effetti, l'estate è la stagione dei lavori agricoli, quando le vacanze sono (intrinsecamente) più rare, perché ora si fa il pane, si svolgono i principali obblighi del contadino verso il campo. E tuttavia, la terza più grande celebrazione come importanza (l’Assunzione) è durante l’estate. Ci sono anche altre feste importanti che si trovano all'inizio o in piena estate, come i Santi Pietro e Paolo, la Pentecoste, Sant’Elia, ecc.

Vi è la convinzione che il giorno del Sant’Elia,  come durante tutti i giorni festivi più importanti, i morti tornano alle loro case. La credenza consiste nell'idea che soprattutto i bambini tornano nelle case in cui hanno vissuto. Così, le donne chiamano bambini fuori dalla comunità rurale, li radunano sotto un albero di mele i cui frutti non sono stati raccolti ("intatto", in altre parole), scuotono l'albero cosicché i bambini possano raccogliere i frutti e mangiarli e che i morti siano felici. (Tudor Pamfile, "Sărbătorile la români", Bucarest, Casa editrice Saeculum, 1997, pag. 131)

L'importanza della mela nel simbolismo mitologico vegetale romeno sta svanendo lentamente, ma dobbiamo sapere che, una volta, la sua importanza nelle cerimonie funebri era molto grande, subito dopo l'abete, e anche prima del noce. Nell’epopea del viaggio dell’anima nel Mondo dell’al di là , l'albero cosmico che aiuta il neofita ad attraversare la "grande acqua" non è l'abete, ma il melo, ”cu poalele-n ceri și vârul în ceri".

Albero fruttifero, simbolo della purezza e della fertilità femminile, punto di riferimento per l’apprezzamento del tempo calendaristico e della pianificazione delle attività pratiche e religiose.

La fioritura del melo segnava il termine massimo per la semina del mais; il ramo di melo messo in acqua il giorno di Sântandrei (il 30 novembre) o di Sânnicoară (il 6 dicembre) diventa “sorcova” di fiore per l’anno  nuovo; il ramo tagliato in due è la testimonianza delle ragazze quando diventano “surate” o "cugine"; l'acqua dei primi bagni del bambino, dopo la nascita e dopo il battesimo, versata alla radice dell'albero, soprattutto al melo che fiorisce e da frutti, fa venire al mondo altri bambini (Ion Ghinoiu, "Mică Enciclopedie de tradiții românești", Bucarest, Casa Editrice Agora, 2008, pag. 187). In questo giorno, c’è l’usanza di regalare soprattutto le mele come carità nel nome dei morti.

Gheorghe Sechesan

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