Tradizioni29 ottobre 2019

Il pane - concentra una simbolica totalmente benefica per il contadino romeno

La mietitura, la ghirlanda, il sacro e il passaggio in un'altra forma di manifestazione, superiore

La ghirlanda

La ghirlanda

Luglio è il mese in cui si finalizza, di solito, secondo il tempo, la mietitura del grano. Si tratta di un periodo importante della vita contadina agraria romena, seguita dalla trebbiatura (operazioni di oggi sono fuse attraverso la meccanizzazione e l’informatizzazione, in modo che la mietitura, la trebbiatura, la legatura in covoni costituisce una singola attività).

Il risultato finale è, naturalmente, il pane (sotto i suoi aspetti rituali – la ghirlanda, i “mucenici”, la coliva, il panettone, ecc.), di grandissima importanza nella cultura tradizionale romena: "Nel pensiero tradizionale, il pane e la ghirlanda concentra (...) una simbolica totalmente benefica: la gioia, la fecondità, l'abbondanza, la fertilità, la purezza. Iscritte su un asse comune, questi significati si accumulano in un’energia simbolica, che l'uomo si sforza di catturare." (Ofelia Văduva, ”Pași spre sacru”, Casa Editrice Enciclopedico, Bucarest, 1996, pag.56).

                                                            

La raccolta in sé è stata considerata una sorta di metafora della vita, una sublimazione dell'esistenza, drasticamente tagliata dalla morte (falce), ma simbolicamente trasfigurata dal passaggio in un'altra forma di manifestazione, superiore (liberazione dell'anima dal corpo nell'uomo, la trasformazione del grano, dalla pianta coltivata nel cibo più importante dell’uomo, da millenni, investito con importanti valenze simboliche):

                                

"Il ciclo vegetale del grano, aperto dal seme seminato e chiuso dal seme raccolto (la mietitura), è stato paragonato alla formula lacunare della vita umana: la nascita, il matrimonio e la morte. Secondo il pensiero magico, lo spirito del grano vive all'interno del corpo della pianta-madre. "(Ion Ghinoiu”Mică enciclopedie de tradiții românești”, Casa Editrice Agora, Bucarest,  2008, p. 271)

 

Naturalmente che, in questa situazione, non potevano mancare i gesti rituali, le cerimonie e le feste, in quanto hanno lo scopo di celebrare questo importante momento della vita del contadino romeno. Una tale manifestazione si chiama la "Ghirlanda del grano". Le ultime spighe dal campo mietuto erano tagliate e conservate "come un fascio, covone o treccia chiamata anche ghirlanda, clava, “peană” (...), la ghirlanda del grano, intrecciata dalle spighe di grano e arricchita con fiori (...), simbolo della fertilità e della ricca raccolta, e conservato come un oggetto sacro.

Al momento della semina, i chicchi caduti per terra erano mescolati con quelli che dovevano essere seminati o la ghirlanda o era sepolta sotto l’aratro o era messo sul ciambellone dato ai ragazzi cantori della "Bandiera delle nozze" o sulla fronte dei giovani alle nozze (Transilvania, Banato) (Ion Ghinoiu, ”Mică enciclopedie de tradiții românești”, Casa Editrice Agora, Bucarest, 2008, p. 95).

Per il pensiero tradizionale, il 27 luglio è considerato l'ultimo giorno d’estate.  

                      

Gheorghe Sechesan

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