Eventi01 marzo 2019

Il Mărțișor, il regalo dei romeni per il 1 marzo

Il Mărțișor, il passaggio dal antico talismano al gioiello di una tradizione romena.

Martisor

Martisor

C’era un tempo in cui la gente viveva in piena purezza e semplicità, quando i gesti ed i riti erano un imitatio della natura, quado le madri adornavano le teste delle loro figlie con dei fiori di campo mentre le parole degli anziani erano arricchite con delle allegorie poetiche. Tra le feste che hanno conosciuto le prime pagine della storia si numera anche la festa del mărțișor che è una delle feste più amate dai romeni e che si festeggia il 1 marzo.

Il mărțișor è una festa precristiana presente nello spazio carpatico e nelle zone limitrofe, ma festeggiata anche dai romani e dagli altri popoli che l’hanno adottato. Il calendario popolare geto-dacico aveva due stagioni, l’estate e l’inverno, perché la primavera e l’autunno erano considerate delle stagioni di passaggio, cosicché il 1 marzo coincideva con l’inizio del nuovo anno agrario che si celebrava in primavera.

Il mărțișor, secondo l’usanza romena, era una moneta d’oro o d’argento a cui si legava un filo rosso o un intreccio di fili bianchi e rossi o un intreccio di fili d’argento e d’oro che i genitori lo appendevano al collo o alla mano dei loro figli prima del sorgere del sole. La moneta significava l’abbondanza, mentre i fili bianchi-rossi rappresentavano l’unità dei contrari tra estate e inverno, tra caldo e freddo, tra luce e buio, tra fertilità e sterilità. Seconde delle leggende, il laccio del mărțișor sarebbe stato filato da Baba Dochia e rappresentava il filo dei 365 o 366 giorni dell’anno.

Lo scopo del appendere la monetina d’oro o d’argento al collo o alla mano dei bambini era di proteggerli dalle malattie, di essere sani e puliti tutto l’anno e di avere tanta fortuna.

Quanto tempo era tenuto il mărțișor al collo o alla mano variava una zona all’altra. Certi bambini lo tenevano 12 giorni per poi legarlo ad un ramo di un albero giovane. Se in quell’anno l’albero andava bene allora si credeva che il bambino avrà una bella vita. Altri bambini lo tenevano affinché vedevano il primo albero fiorito ed allora lo legavano apposta all’albero per essere belli e sani come i fiori di quell’albero. O altri ancora lo tenevano affinché vedevano arrivare le prime cicogne buttandoli a presso mentre si facevano gli auguri di salute e abbondanza. Mentre in Muntenia il mărțișor era portato fino al fine di marzo quando il filo era legato ad una rosa e con la moneta si comprava pane bianco e formaggio per la coloratura bianca del viso e vino per avere le guance rosse come il vino e la rosa.

Nei giorni odierni il mărțișor anche se viene sostituito sempre di più con gioielli costosi rimane sempre una tradizione che racchiude il fascino del talismano destinato a portare fortuna e regalato per il capodanno insieme agli auguri di buona salute, di tanta felicità e amore.

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