Eventi30 settembre 2026

Parco Naturale Văcărești: la storia di come la natura ha riconquistato un progetto abbandonato nel cuore di Bucarest

Dalle espropriazioni e dalle demolizioni degli anni Ottanta alla sua dichiarazione come area naturale protetta nel 2016, la storia di Văcărești racconta una straordinaria trasformazione nel cuore di Bucarest

Parco Naturale Văcărești: la storia di come la natura ha riconquistato un progetto abbandonato nel cuore di Bucarest

Nel sud-est di Bucarest, tra Calea Văcărești, Șoseaua Olteniței, Șoseaua Vitan-Bârzești e il fiume Dâmbovița, si trova oggi una delle aree naturali più singolari della capitale rumena. Il Parco Naturale Văcărești si estende per circa 183 ettari ed è il primo parco naturale urbano della Romania. La sua storia, tuttavia, non nasce dal progetto di creare un parco, ma da un grande intervento di ingegneria idraulica avviato durante il periodo comunista.

Prima del 1988, la zona aveva un aspetto completamente diverso. La periferia sud-orientale di Bucarest era caratterizzata da terreni, orti, giardini e abitazioni sparse, mentre molte delle strade locali erano ancora sterrate. Tra le vie presenti nella zona vi erano Glădiței, Povestei, Lunca Bârzești e Săvinești. Era un territorio periferico, con caratteristiche molto diverse dal paesaggio urbano che lo circonda oggi.

Nel 1988, il regime comunista avviò il progetto denominato Amenajarea Lacului Văcărești, destinato alla realizzazione del bacino di Văcărești. Per consentire la realizzazione dell'opera, numerosi proprietari furono espropriati e le abitazioni presenti nell'area furono demolite. Il territorio venne trasformato in un grande cantiere.

Il progetto prevedeva la realizzazione di un vasto bacino di accumulo che avrebbe dovuto essere alimentato con acqua proveniente dal fiume Argeș attraverso il lago di Mihăilești. Il sistema di adduzione previsto avrebbe dovuto avere una lunghezza di circa 27 chilometri, ma prima del 1989 ne erano stati realizzati circa 14.

Parallelamente furono completati i lavori relativi all'argine in terra e cemento e alla conca del futuro lago. Tuttavia, il progetto non arrivò mai a funzionare secondo quanto previsto.

I tentativi di riempire il bacino furono accompagnati da problemi legati alle infiltrazioni d'acqua e, dopo il 1989, il progetto venne definitivamente abbandonato. Il grande intervento idraulico immaginato durante il regime comunista rimase così incompiuto.

Fu proprio a partire da questo abbandono che ebbe inizio una trasformazione inattesa.

Con la drastica riduzione dell'intervento umano, la natura cominciò progressivamente a riconquistare il territorio. Comparvero stagni, zone umide, canneti e aree ricoperte da vegetazione spontanea. Nel corso degli anni, questi nuovi habitat iniziarono ad attirare numerose specie animali, soprattutto uccelli.

L'area che avrebbe dovuto diventare un grande bacino artificiale si trasformò gradualmente in un ecosistema complesso, sorprendentemente ricco per un territorio situato all'interno di una grande capitale europea.

Il processo di rinaturalizzazione proseguì per decenni. Senza un nuovo grande progetto urbanistico che stabilisse nel dettaglio come utilizzare il terreno, piante e animali continuarono a colonizzare gli spazi disponibili.

Gli uccelli ebbero un ruolo importante nel far emergere il valore naturalistico della zona. Nel corso degli anni furono osservate e documentate numerose specie, contribuendo ad attirare l'attenzione di fotografi, ricercatori, naturalisti e associazioni ambientaliste.

All'inizio degli anni Duemila, la trasformazione del territorio era ormai evidente. Quello che era stato concepito come un'opera di ingegneria idraulica incompiuta si era trasformato in un mosaico di ambienti naturali.

Nel 2012, specialisti nel campo delle aree protette avviarono le iniziative per ottenere il riconoscimento ufficiale del valore ecologico della zona e per garantirne la protezione.

Il percorso richiese studi scientifici, attività di documentazione e la preparazione della relativa documentazione per il riconoscimento dell'area protetta.

Nel 2014 venne costituita l'Asociația Parcul Natural Văcărești, contribuendo a rafforzare il progetto di protezione dell'area e a riunire iniziative civiche, scientifiche e istituzionali.

Nel 2015, il Consiglio Generale del Comune di Bucarest approvò la superficie destinata a far parte della futura area naturale protetta. La superficie indicata era di circa 183 ettari.

Il momento decisivo arrivò nel 2016.

L'11 maggio 2016, con la Decisione del Governo n. 349, l'area denominata „Acumulare Văcărești” venne ufficialmente dichiarata parco naturale e area naturale protetta.

Nacque così ufficialmente il Parco Naturale Văcărești, il primo parco naturale urbano della Romania, con una superficie di circa 183 ettari.

Il nuovo status modificò radicalmente la destinazione e il regime di tutela del territorio. Quello che era stato un cantiere destinato alla costruzione di un bacino artificiale divenne un'area naturale protetta, con obiettivi legati alla conservazione della biodiversità e del paesaggio, oltre che all'educazione, alla ricerca e alle attività ricreative.

L'ecosistema del parco comprende oggi zone umide, stagni, canneti e aree caratterizzate da vegetazione spontanea. Gli studi e i rapporti ufficiali hanno documentato una notevole varietà di specie vegetali e animali, tra cui numerosi uccelli, pesci, anfibi, rettili, mammiferi e insetti.

Il rapporto pluriennale del Parco Naturale Văcărești evidenzia una biodiversità significativa, frutto del processo di rinaturalizzazione sviluppatosi nell'area dopo l'abbandono del progetto idraulico.

Oggi il Parco Naturale Văcărești rappresenta un caso particolare nel paesaggio urbano della Romania.

Non è stato concepito originariamente come parco e non è nato da un tradizionale progetto di architettura del paesaggio. È invece il risultato di un lungo processo di rigenerazione naturale avvenuto su un territorio profondamente modificato da un progetto di ingegneria idraulica rimasto incompiuto.

È proprio questa caratteristica a rendere la storia di Văcărești particolarmente interessante. Un territorio destinato a ospitare un grande bacino artificiale si è trasformato, nel corso dei decenni, in un insieme di habitat naturali.

A pochi chilometri dal centro di Bucarest, circondato da strade molto trafficate e quartieri densamente abitati, si trova oggi uno spazio nel quale zone umide, canneti, alberi e fauna selvatica si sono sviluppati nel corso di decenni.

La storia di Văcărești parte dalle abitazioni e dai terreni espropriati prima del 1988, passa attraverso il grande cantiere del bacino artificiale, l'abbandono del progetto dopo il 1989, la progressiva riconquista del territorio da parte della natura e arriva infine alla dichiarazione dell'area come parco naturale e area protetta nel 2016.

Un progetto nato per modificare profondamente il paesaggio di Bucarest non venne mai completato. Al suo posto, nel corso del tempo, la natura ha creato un nuovo paesaggio, diventato oggi una parte significativa del patrimonio naturale della capitale rumena.

I.R.

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