Il sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO dedicato alla doina romena include un film di circa tredici minuti, ma la discussione su questo canto tradizionale è molto più ampia e spiegare in poche parole cosa significhi una doina rischia spesso di ridurne l’essenza.
Prima di tutto, la doina è un canto tradizionale romeno e presenta diverse denominazioni a seconda della regione di provenienza: cântec, doină, horă, ecc. È un canto lirico, solenne e frutto di improvvisazione spontanea, che esprime le emozioni profonde della natura umana: gioia, tristezza, nostalgia, amore, solitudine, guerra, il passaggio del tempo e l’invecchiamento.
Nel patrimonio folklorico, la doina è simile all’elegia della letteratura classica. Come ogni prodotto della tradizione popolare, viene trasmessa oralmente di generazione in generazione, l’autore è sempre anonimo e ogni interprete arricchisce il testo, aggiungendo o modificando i versi.
Poiché unisce parole e musica, la doina ha anche un carattere sincretico. L’uso della prima persona intensifica il lirismo e il carattere autobiografico del canto, e alcune varianti si avvicinano molto alla maledizione amorosa.
La doina può essere eseguita in qualsiasi luogo, da una sola persona, con o senza accompagnamento musicale. Essendo un canto profondo, richiede un interprete dotato di talento per riuscire a coinvolgere gli ascoltatori.
A seconda della regione, presenta particolarità locali: in Maramureș è conosciuta la doina eseguita “con nodi”, in Oltenia include l’“hăulitul”, mentre a Bucarest si utilizzano i “sospiri”.
Quando non viene cantata spontaneamente, la doina è eseguita in rappresentazioni teatrali, tipiche dei mezzi di comunicazione. Nel mondo degli interpreti di musica tradizionale, riuscire a cantare una doina rappresenta una delle prove più difficili.
Fonti: http://www.unesco.org/culture/ich/RL/00192
Ioan Viorel Boldureanu, Folcloristică și etnologie, Timisoara, Editura Mirton, 2003 http://www.unesco.org/culture/ich/RL/00192
Foto: www.unesco.org
















