È nato a Sinaia in un giorno d’inverno, in una famiglia con profonde radici spirituali. Fin dall’inizio, il suo destino è stato intrecciato con il suono—un universo in cui è cresciuto, ha respirato e si è formato. La musica non è stata soltanto un percorso scelto, ma una vera e propria vocazione.
È salito sul palco all’età di cinque anni e, nel tempo, ha collaborato con importanti orchestre e partecipato ad alcuni dei festival musicali più prestigiosi. Ha scelto di rimanere una presenza discreta ma profonda—un artista che onora le proprie origini attraverso ogni interpretazione, dedicandosi a uno strumento di rara complessità e sensibilità: il flauto di Pan.
Insieme al suo flauto di Pan, Nicolae Voiculeț ha viaggiato in tutto il mondo, portando avanti l’essenza dell’identità romena. Attraverso la sua musica, rende omaggio al passato, agli antenati e alla tradizione, trasmettendo l’emozione e la vibrazione della terra romena. Il folklore non è soltanto un’influenza—è una parte fondamentale del suo essere artistico.

Più di due decenni fa ha fondato a Chicago la prima scuola di flauto di Pan negli Stati Uniti, contribuendo al riconoscimento internazionale di questo strumento tradizionale. La sua formazione artistica è strettamente legata al suo mentore, il maestro Gheorghe Zamfir, con il quale ha studiato presso l’Accademia di Musica. Il loro rapporto è andato oltre quello tra insegnante e allievo, trasformandosi in un legame di stima reciproca e amicizia, con Zamfir che ha riconosciuto in Voiculeț un continuatore dell’arte del flauto di Pan.
L’artista si è esibito davanti a oltre 65 capi di Stato, membri di famiglie reali e altre personalità di rilievo, avendo il privilegio di presentare l’intero processo creativo delle sue composizioni. Attraverso centinaia di concerti tenuti in diversi angoli del mondo, ha fatto conoscere la tradizione del suo popolo attraverso il suono.
Oggi, Nicolae Voiculeț rimane un artista pienamente consapevole della propria missione—un creatore che fonde spiritualità e arte e che continua a portare avanti, attraverso il suono, l’identità romena.
Per lui, l’arte è una preghiera e la Romania—il suono che le dà voce.




















