Le lancette degli orologi saranno spostate indietro di 60 minuti, quindi le 4:00 diventeranno le 3:00. Il cambiamento segna il ritorno all'orario standard e permetterà alla popolazione di dormire un'ora in più.
Domenica 25 ottobre sarà il giorno più lungo dell'anno dal punto di vista dell'orario civile, con una durata di 25 ore. Con questa modifica, le mattine saranno più luminose, mentre la sera farà buio prima, secondo l'orario indicato dagli orologi.
La Romania tornerà all'ora dell'Europa orientale, corrispondente al fuso orario UTC+2, dopo aver adottato durante i mesi estivi l'orario UTC+3.
Il cambiamento stagionale dell'ora ha una storia di oltre un secolo ed è stato introdotto principalmente per sfruttare meglio la luce naturale e ridurre il consumo energetico.
Le prime applicazioni su larga scala di questo sistema in diversi Paesi europei risalgono alla Prima guerra mondiale, quando il risparmio delle risorse energetiche era diventato una priorità.
Spostando le lancette avanti di un'ora in primavera, la popolazione poteva beneficiare di una maggiore quantità di luce naturale durante le ore serali, riducendo così la necessità di utilizzare l'illuminazione artificiale.
Successivamente, alcuni Paesi abbandonarono il sistema, mentre altri lo reintrodussero, soprattutto negli anni Settanta, in seguito alla crisi energetica.
Nel corso del tempo, il cambio dell'ora è stato associato anche alla possibilità di svolgere più attività all'aperto dopo la giornata lavorativa, approfittando delle ore di luce serali.
In Romania, l'ora legale fu introdotta per la prima volta nel 1932, inizialmente nel periodo compreso tra il 22 maggio e il 2 ottobre.
Tra il 1933 e il 1940, il cambiamento stagionale dell'ora continuò a essere applicato, mentre tra il 1941 e il 1979 il sistema non venne più utilizzato.
L'ora legale fu reintrodotta nel 1979 attraverso un decreto che mirava al risparmio delle risorse energetiche e a un utilizzo più efficiente della luce naturale.
Dal 1997, la Romania segue il sistema attuale, secondo il quale le lancette vengono spostate avanti di un'ora l'ultima domenica di marzo e indietro di un'ora l'ultima domenica di ottobre.
Il sistema prevede due modifiche annuali. In primavera, gli orologi vengono spostati avanti di un'ora per beneficiare di una maggiore quantità di luce naturale durante la sera. In autunno, invece, le lancette vengono riportate indietro, segnando il ritorno all'ora solare.
A livello dell'Unione Europea, il cambiamento stagionale dell'ora è regolamentato dalla Direttiva 2000/84/CE, che stabilisce un calendario comune per gli Stati membri.
L'armonizzazione di questo sistema ha anche l'obiettivo di garantire il regolare svolgimento dei trasporti, delle comunicazioni e delle attività economiche tra i Paesi europei.
Sebbene negli ultimi anni siano state avviate discussioni sulla possibile abolizione del cambio stagionale dell'ora, il sistema continua a essere applicato nell'Unione Europea.
Sebbene il passaggio all'ora solare offra la possibilità di dormire un'ora in più, la modifica degli orari può influenzare temporaneamente il ritmo biologico.
Alcune persone possono avvertire stanchezza, sonnolenza o difficoltà di concentrazione nei primi giorni successivi al cambiamento.
Mantenere orari regolari per il sonno, esporsi alla luce naturale e rispettare le consuete abitudini di riposo può contribuire ad aiutare l'organismo ad adattarsi.
Generalmente, telefoni cellulari, computer e altri dispositivi connessi a Internet aggiornano automaticamente l'orario, purché la relativa funzione sia attivata. Gli orologi meccanici e gli apparecchi privi di aggiornamento automatico devono invece essere regolati manualmente.
Dopo il passaggio all'ora solare del 25 ottobre 2026, la prossima modifica è prevista per domenica 28 marzo 2027.
In quella data, la Romania tornerà all'ora legale e le lancette saranno spostate avanti di 60 minuti, quindi le 3:00 diventeranno le 4:00.
Fino ad allora, la Romania adotterà l'orario standard dell'Europa orientale, corrispondente a UTC+2.
Il cambiamento stagionale dell'ora rimane quindi una pratica applicata in Romania e negli altri Stati membri dell'Unione Europea, a oltre un secolo dalle prime iniziative europee volte ad adattare gli orari quotidiani alla disponibilità della luce naturale.















