Punti di interesse01 febbraio 2020

La Colonna senza Fine di Constantin Brancusi

La Colonna senza Fine – una ricerca di oltre quaranta anni per trovare il perfetto equilibrio e la giusta perspettiva

La Colonna senza Fine -Targu jiu

La Colonna senza Fine -Targu jiu

Esporre una delle sue opere nella natura è stata la realizzazione dei sogni più grandi di Constantin Brancusi.

                               

La prima volta che esponeva la Colonna, fatta solo da due moduli uguali a forma di rombo, è stata al Salone di Tuileries, nel 1926, sotto il titolo di Colonna senza fine. Nello stesso anno, Brancusi vive una gioia di vedere esposto il suo lavoro nel giardino di un suo amico fotografo, Edward Steichen, a Voulangis. E’ la prima volta che la Colonna prende la forma di una vera opera d’arte. Con l’altezza di sette metri, composta di 9 moduli interi e due mezzi moduli, la colonna emergeva solenne nel centro del parco. Pochi mesi dopo, Edward Steichen è tornato negli Stati Uniti e Brancusi ha dovuto ricuperare la colonna. Quest’esperienza gli ha dato il coraggio di sognare che in un giorno troverà il posto giusto per emergere una colonna di una dimensione considerevole.

La realizzazione del suo sogno avviene solo dopo dieci anni, quando nel 1937-1938 le viene proposto il progetto della colonna come monumento nella memoria dei soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale sulla Valle di Jiu. La proposta è stata accolta con tanta gioia da Brancusi visto che desiderava da tanto di fare qualcosa che rimanesse nella memoria della sua nazione, un monumento. La Colonna senza fine di Targu Jiu è stata costruita d’acciaio inossidabile, composta di quindici moduli romboidali interi e mezzi moduli, con un’altezza di quasi trenta metri.

L’artista ha vissuto intensamente lo svolgimento dei lavori ed alla realizzazione del progetto ha collaborato con l’ingegnere Stefan Georgescu-Gorjan, il figlio di un vecchio amico d’infanzia. Brancusi è stato presente durante i lavori dell’amata Colonna senza fine ed ha ripreso vari momenti dei lavori, raccogliendo tutto in un archivio di work in progress.

L’entusiasmo dei suoi connazionali gli ha dato il coraggio di ampliare il progetto e di creare un complesso di opere monumentali che comprenderà anche Il Tavolo Del Silenzio e La Porta del Bacio, per portare un omaggio vero agli eroi: ammirazione, riconoscenza, meditazione e progettazione nella memoria delle generazioni future. Gli ultimi due monumenti sono stati realizzati in pietra estratta dalle mine di Banpotoc di Transilvania.

La Colonna fu installata in un parco appena fuori città, in uno spazio aperto che dà l’impressione di esplodere dalla terra come un tronco che viene attratto dal cielo. Un viale, chiamato anche il Viale degli Eroi unisce la Colonna con il parco, dove si trovano gli altri due monumenti. E’ un percorso della memoria di coloro che si sono sacrificato per la Romania e la Porta de Bacio non è altro che solo un passo intermediario verso il Tavolo del Silenzio, il luogo vero della meditazione. E’ un percorso iniziatico capace di purificare chi decide di seguirlo, in un’atmosfera di rispetto e di pace.

Nessun documento non attesta la presenza di Brancusi all’inaugurazione del complesso monumentale di Targu Jiu e questo probabilmente era dovuto alla situazione politica europea che stava anunciando alla crisi che ha fatto scoppiare la Seconda Guerra Mondiale.

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In occasione di una visita a Chicago nel 1939, Brancusi ha espresso il desiderio di costruire una Colonna di dimensioni monumentali sulle rive del lago Michigan. La Colonna doveva avere 400 metri di altezza, più grande della Washington Monument e dell’Empire State Building di New York. Fatto di acciaio inossidabile, la Colonna doveva essere un palazzo con degli appartamenti, che doveva rispecchiarsi “all’infinito” nelle acque del lago Michigam.

Il progetto è stato sostenuto da Barnet Hodes, un ex consigliere di Chicago, che vedeva nella Colonna un simbolo dell’Umanità necessario per ridare all’Uomo la percezione mitica della sua identità e della sua partecipazione alla continuità e all’Unità dell’Universo. Il progetto non si realizzò mai e Brancusi mori nel 16 marzo 1957.

 

Le interpretazioni filosofiche della Colonna sono molte e varie, da quelle esoteriche a quelle d’influenze orientali, ma in realtà è stato il risultato della ricerca dell’equilibrio perfetto nelle forme semplici. La colonna senza fine è senz’altro un’opera rappresentativa di Brancusi che porta al cielo una struttura semplice che si ripete all’infinito, ma è anche un’opera universale, un viaggio all’interno del nostro essere. La Colonna senza fine è la centralità simbolica, una risuscitazione spirituale, un ritorno alle categorie superiori, metafisiche, è un’opera della libertà e della speranza.  

D.K.

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