Tradizionigiovedì 20 luglio 2017

Sant'Elia - 20 Luglio

L'angelo di tuoni, fulmini e fuoco nella tradizione romena

Sant'Elia

Una teoria della comparsa delle credenze religiose si riferisce ai fenomeni atmosferici e alla paura che essi hanno suscitato nella gente. Sant'Elia sembra scendere da una tale divinità ancestrale, pre-cristiana, con prerogative non solo di tipo climatico, ma anche per punire persone se, in qualche modo, hanno sbagliato davanti alla divinità.

"Dio del Fuoco e del Sole nel Pantheon romeno, identificato con Mithra, il Dio di origine iraniano, con Helios dalla mitologia greca e con Gebeleizis dalla mitologia dei Geto-Daci, che ha preso il nome e la data di celebrazione del Santo Profeta Elia (20 luglio). In qualità di una divinità solare, Sântilie provoca incendi nelle estati calde, produce i tuoni ed i fulmini durante i temporali, lega e slega le piogge, decidere dove e quando far cadere la grandine "(Ion Ghinoiu, “Mică Enciclopedie de tradiții românești", Bucarest, Casa Ed. Agora, 2008, p. 266).

                    

E' chiaro che si tratta di un Dio vendicativo, come il Dio del Vecchio Testamento, che "segue" le persone le punisce senza pietà ogni volta che essi sbagliano. I peccati possono essere molti, ma essi sono legati più spesso ai giorni di festa (soprattutto quelli maggiori) e, in particolare, intorno ai giorni che celebrano questo san Dio. In ogni caso, il più grande nemico di Sant'Elia resta il diavolo, colui che seduce l'uomo e lo fa scivolare nel peccato. Ciò è dovuto al fatto che, a sua volta Sant'Elia, all’inizio anche lui un essere umano (soldato, cacciatore, contadino, allevatore o mandriano) è stato perdonato da Dio. Poi fu elevato nel cielo "in una carrozza con le ruote di fuoco, con due o quattro cavalli bianchi alati.

Lassù, nel cielo, corre tra le nuvole, tuona, folgora e fulmina a destra ea sinistra i demoni con la sua frusta di fuoco. Spaventati, essi si nascondono sulla terra: negli alberi, sotto le grondaie delle case, nei campanili e anche nei corpi degli animali, soprattutto dei cani e dei gatti. Volendo non perdere alcun diavolo, Sântilie fulmina anche gli alberi, la gente, il bestiame, le case, le chiese, dove i demoni si sono nascosti.

I simboli che definiscono Sântilie si come un Dio solare vero sono facilmente riconoscibili: il carro con ruote di fuoco ed i cavalli alati, i tuoni, i lampi ed i fulmini che illuminano il cielo nuvoloso; la subordinazione e la gerarchia delle divinità che portano calore e fuoco nel mese di agosto, molti dei quali sono le sue sorelle (Pârliile, Panteliile), fratelli (Ilie Pălie, Pantelimon) o semplicemente dei aurighi del suo carro celeste (Foca) ((Ion Ghinoiu "Mică Enciclopedie de tradiții românești", Bucarest, Casa Ed. Agora, 2008, p. 266).  

Gheorghe Secheșan

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