Tradizioni11 luglio 2020

Marius Matei - Il collezionista del patrimonio tradizionale di Banat

Le donne romene di Banat hanno contribuito consapevolmente all'arte europea.

Marius Matei exhibition

Marius Matei exhibition

A Giroc, un sobborgo di Timisoara, si trova una delle più grandi collezioni della Romania intitolata ColectiaEtnografica Marius Matei. La collezione comprende oltre 1.000 pezzi risalenti alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX secolo. La collezione comprende costumi tradizionali di Banat, di pianura e di montagna, specifici per più zone etnografiche, salbe d’argento (collane fatte da monetine d’argento), pezzi da farsettaio, ed altri pezzi splendidi ricamati in filo d'oro e d'argento.

Come ornamenti specifici per la zona di Banat possono essere menzionati conciul o cialmaua (un copricapo fatto di un tessuto speciale per questo pezzo, e portano per la notte di nozze e per le grandi feste dell'anno), comașa o gălanul (una striscia di monete d’argento con alcuni nastri alla nuca, che si portava sopra i capelli intrecciati prima del matrimonio e dopo il matrimonio si portava sopra la cârpă o batic, senza i nastri, e solo durante le grandi feste dell'anno) e tulbentul di soldi(un copricapo composta da circa 100 monete d’argento e che pesava circa 5-6 kg, specifico solo per la zona di pianura di Banato).

I costumi popolari di Banato sono i più fini e delicati, a anche più costoso rispetto ad altre regioni della Romania. I materiali utilizzati per la loro realizzazione sono i più soffisticati. Oltre i tessuti tradizionali di cotone fatti in casa, i costumi popolari sono stati realizzati anche di sada, un tessuto di lino arrivato tramite una filiera serba  ed è stato utilizzato per la realizzazione dei vestiti dalle donne di una condizione più modesta e dagli uomini o è stato utilizzato per fare vestiti invernali, o di georgette e crệpe de Chine che erano utilizzati solo per l'abbigliamento femminile.

La decorazione veniva fatto con il filo di seta rosso, marrone, nero, viola, giallo punteggiato con il nero, bordeaux punteggiata con il giallo, viola e raramente con il filo bianco dagli uomini e dalle donne di modeste condizioni.

Esposizioni

La collezione è stata esposta nei più importanti musei a livello nazionale, come il Museo Nazionale del Villaggio "Dimitrie Gusti", il Museo Nazionale del Contadino Romeno, il Museo di Banat, il Museo di Storia, Etnografia e Arte Lugoj, il Museo di Jimbolia “Stefan Jäger”, ma anche in tanti musei internazionali. Il fatto che questa collezione è stata accettata nei musei sopra elencati attesta il valore della collezione. Una parte dalla collezione di Marius Matei è stata contenuto in un catalogo dal titolo Tezaur Bănățean, editato dalla casa editrice Astra Museum, un lavoro scientifico riconosciuto come libro di riferimento per la Romania. Il Museo del Contadino Romeno ha pubblicato un libro intitolato Marius Matei Portul Bănățean che comprendente un'ampia descrizione del porto tradizionale di Banat ed degli accessori che lo accompagna.

Passionato di giornalismo e soprattutto della conservazione delle tradizioni e del patrimonio autentico, Marius Matei è stato coinvolto in numerosi progetti editoriali dal settore dei mestieri tradizionali, almanacchi, articoli di specialità.

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Marius Matei, è un appassionato del vecchio e del bello, cerca il recupero della saggezza e della verità della cultura popolare. La scienza della collezione del patrimonio creato dagli antenati si fa solo dalle persone che hanno un profondo rispetto e la cura per il patrimonio ancestrale, un lavoro che richiede tanta passione, curiosità e uno studio di lungo termine.

L’abbigliamento tradizionale è il patrimonio storico di una nazione. Ognuno in parte, per quanto diverso tanto bello, riflette delle caratteristiche specifiche della zona, dello stato sociale, dell'età, dell'appartenenza a una comunità ma anche la posizione che occupava la persona che la indossava al suo interno.

Tutte queste creano un linguaggio del tessuto che precede molto qualsiasi forma di scrittura.

Il recupero dei costumi tradizionali popolari, della sacralità delle usanze e della dimensione magica del mondo di una volta contribuisce al salvataggio della memoria collettiva.

D.K.

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